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PADOVANI IN TRASFERTA PER I SALDI?
UN SONDAGGIO DELL’ASCOM DICE CHE NON E’ STATO COSI’

Il presidente dell’Ascom di Padova, Fernando Zilio, l’aveva ben riassunto mesi orsono: “Avviare i saldi in una Regione prima che in un’altra non è il federalismo cui aspiriamo”.
Parole profetiche (“mio malgrado” – ammette lo stesso Zilio), visto che i saldi veneti in partenza sabato prossimo, 17 luglio, hanno dovuto fare i conti con quelli friulani, lombardi ed emiliani che sono già partiti due settimane prima. Senza contare poi quelli trentini che, potenza dell’autonomia provinciale, scattano quando si vuole.
“In ogni caso – continua lo stesso presidente dell’Ascom – il provvedimento dell’assessore regionale Coppola va sostenuto perché è un segnale forte rivolto a quanti, confondendo i saldi di fine stagione con la stagione, stanno mettendo il commercio, soprattutto di abbigliamento e calzature, su un pericoloso piano inclinato. Se il Veneto ha modificato la data, vuol dire che anche gli altri possono farlo e che dovranno farlo. Altrimenti si deve avere il coraggio di dire che i saldi, in quanto tali, non esistono più e, pertanto, vanno aboliti”.
Una posizione netta che non ha trovato però altrettanti fautori soprattutto nelle aree di confine dove l’attrazione del saldo anticipato ha costretto i commercianti veneti a strane alchimie promozionali.
Ma a Padova, che area di confine non è e che, tutto sommato, i chilometri da mettere in fila non sono pochissimi né per raggiungere Latisana, né per arrivare a Pontelagoscuro, né per portarsi a Mantova e, tantomeno, per dirigersi a Borgo Valsugana, quanto può avere influito l’”accerchiamento” da saldi operato dalle altre Regioni?
All’Ascom si sono presi la briga di provare a sondare il mercato, raccogliendo il parere di 94 persone tra lunedì pomeriggio e martedì, in maggioranza donne (per il 58%), in maggioranza giovani (la fascia 18 – 35 anni ha coperto il 43% del panel), nella totalità intercettati nell’atto di guardare una vetrina del centro storico di Padova in quell’area definita “dentro le mura Trecentesche”, che rappresenta anche il territorio dove si è sviluppato (e si svilupperà ulteriormente a settembre) l’esperimento delle aperture domenicali.
Ebbene, solo un risicato 7 per cento ha detto che sì, la “gita fuori città” (lo slogan è preso a prestito da una campagna promozionale della Provincia di Trento) è stata realizzata (quasi esclusivamente scegliendo l’outlet di Mantova), mentre un altro 16% ha detto che ha messo a frutto la vacanza o il week end al mare, ai monti o al lago ed ha approfittato dell’abbinata relax & saldi per mettere mano al portafogli e gratificare così i commercianti del litorale friulano piuttosto che quelli delle sponde occidentale e settentrionale del Garda, oltre che dell’outlet di Palmanova. Per il resto calma piatta nel senso che gli intervistati hanno detto che, per i saldi, non faranno pazzie. Né in termini di spesa (lo standard si aggirerà sui 140 euro per persona), né, soprattutto, in termini di trasferte.
In compenso ben il 41% degli intervistati si è detto convinto che i negozi, saldi o non saldi, stiano praticando sconti. Chi ai clienti affezionati, ma taluni anche “urbi et orbi”.
“Ovviamente il nostro sondaggio – è il commento del presidente Zilio – non ha la pretesa di affermare che i saldi posticipati non hanno influito più di tanto sugli acquirenti padovani, ma alcune cose le dice. In particolare dice che posticipare non solo si può, ma si deve. Conferma inoltre che una concertazione tra le Regioni è necessaria e che il Veneto ha dettato la linea. In terzo luogo ha sostenuto che i consumatori continuano a preferire il “loro” negozio, sostenendo quella “fidelizzazione” che non sembra privilegiare sotto il fattore prezzo”.
Insomma, le sirene avranno avuto sicuramente effetto sui consumatori-Ulisse di confine, ma sui padovani non sembra più di tanto. Resta da vedere adesso se non sono andati oltre confine perché sperano di rifarsi a partire da sabato (e anche da domenica, visto che i negozi rimarranno aperti nel week end con un prolungamento dell’orario di sabato fino alle 24), o se non hanno approfittato dei saldi perché c’è poco da spendere!

Locandina.pdf - Regole.pdf

16 luglio 2010

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