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PRESENTATO IN CAMERA DI COMMERCIO L’OSSERVATORIO ECONOMICO PROVINCIALE DI PADOVA: UNA MAPPA PER CONOSCERE IL PRESENTE DEL COMMERCIO CON L’OBIETTIVO DI PROGETTARNE IL FUTURO SENZA SALTI NEL BUIO.
INDIVIDUATI, PER LA PROVINCIA DI PADOVA, SETTE DISTRETTI COMMERCIALI

Il dato impressiona: 1 metro quadro di media o grande distribuzione per ogni cittadino della provincia di Padova. Verrebbe da dire: basta così.
Ed è quello che da tempo va sostenendo l’Ascom.
“Solo che oggi, finalmente – ha ricordato il presidente dei commercianti padovani, Fernando Zilio - disponiamo di uno strumento oggettivo. In altre parole: non sono più solo i soliti ”commercianti lamentosi” a sostenere che il limite è stato ampiamente raggiunto, ma vi sono anche i dati a certificarlo”.
Ed i dati che certificano di un disequilibrio tra commercio di vicinato e strutture più grandi, sono quelli dell’ ”Ossevatorio Economico Provinciale di Padova”, realizzato col supporto tecnico dell’Istituto Ister e presentato questa mattina in Camera di Commercio da parte, oltre che della stessa Camera, dall’Ascom e con il contributo della Provincia e della Cassa di Risparmio del Veneto.
“Solo la conoscenza permette di decidere”: lo ha affermato Alessandro Selmin, segretario generale della Camera di Commercio introducendo i lavori di un incontro che dopo l’intervento di Zilio ha visto Fernando Lucato, urbanista di Ister e Claudia Coppa, ricercatrice dello stesso istituto, presentare i dati raccolti grazie alla collaborazione di tutti i 104 comuni della provincia e che ha evidenziato come siano ben 12.647 le attività commerciali presenti sul territorio provinciale con ben il 90% di esercizi di vicinato, il 9% di medie strutture e l’1% di grandi strutture.
Eppure, quella che sembrerebbe una “dittatura dei piccoli”, nella realtà è una “democrazia soffocata” dal momento che le grandi strutture occupano il 17% delle superfici, la media distribuzione il 40% (per cui una maggioranza del 57%) ed i piccoli sono ridotti ad un 43%.
Purtroppo, come ha osservato il direttore generale dell’Ascom, Federico Barbierato, comuni sempre più alla canna del gas in quanto a trasferimenti economici, rischiano di cedere alle lusinghe di chi, costruendo, paga anche oneri e tasse.
“Con un’aggravante – ha detto Barbierato – che è quella di temere che se un comune non permette di edificare, lo fa quello confinante”.
Insomma, serve programmazione. Quella stessa che l’Ascom chiede sia posta all’ordine del giorno da parte della nuova amministrazione regionale alla quale, in ultima analisi, è rivolto il malloppo di dati raccolti dall’Osservatorio.
Il quale valutando strumenti urbanistici a livello regionale, sovralocale, intercomunale e comunale, individua sette distretti: Padova, Cittadellese, Camposampierese, Montagnana-Este, Monselicense, Conselvano e Piovese. Aree omogenee in grado, pertanto, di realizzare quell’aspetto pianificatorio che solo può consentire di non rimanere vittime di insediamenti “monstre” sul tipo degli outlet che, come ha osservato Barbierato, “quando si insediano in un territorio, per ogni occupato che creano ne distruggono ben quattro”.
Verrebbe da dire: meditate gente, meditate.

23 febbraio 2010

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