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MA AI SERVIZI NIENTE “AIUTINI”
di Nicola Bertin*

Sostenere l’innovazione nel comparto dei servizi (che merita la medesima attenzione del comparto industriale se non altro per il numero di occupati che fa registrare), attraverso forme di finanziamento anche in conto capitale, per contribuire a rilanciare l’economia. E’ quanto si augurano gli operatori dei settore (ben settemila solo in provincia di Padova), soprattutto alla luce di una recente analisi di Terfidi Veneto di Confcommercio dalla quale risulta che le aziende di servizi della nostra regione non possono disporre di finanziamenti speciali. 
Per speciali si intendono quei finanziamenti che servono allo sviluppo di nuove tipologie di attività che nel lessico comune vengono identificati sotto la dicitura "ricerca e sviluppo". Mi spiego meglio: se un’azienda che lavora nel terziario avanzato decide di proporre al mercato una nuova tipologia di servizio dedicato alle aziende, magari con potenzialità enormi, non può disporre di finanziamenti agevolati e/o in conto capitale per sviluppare il progetto, perché ciò non è previsto. 
Pertanto, se un investimento, che ipotizziamo possa prevedere un ritorno entro i 12/18 mesi, è elevato e non dà certezza di risultato, all'azienda di servizi non resta che la strada dell’indebitamento a tassi di mercato. 
A questo punto sorge spontanea una considerazione: chi è quell'azienda di servizi che investe in ricerca e sviluppo su un servizio innovativo, magari eccellente, ma che richiede un indebitamento totale? 
Probabilmente poche, per non dire nessuna visto che il settore dei servizi (unico, tra l’altro, in controtendenza da parecchio tempo) viene poco considerato nel momento in cui si deve scegliere la destinazione dei fondi regionali. 
Mi domando, e domando: è possibile una nuova attenzione per le imprese che si occupano di servizi soprattutto alla luce del fatto che innovazione non è solo innovazione di prodotto ma anche organizzativa e di processo? E’ un’evenienza che ai più è sfuggita o, forse, abbiamo avuto, noi operatori del settore, il torto di rimanere troppo silenziosi finendo per risultare invisibili?
Sinceramente non lo so, ma si può sempre rimediare. Sia da una parte che dall’altra.
In ogni caso credo valga la pena ricordare che in questo momento di forte contrazione economica, il nostro è l'unico settore che sta “recuperando” le figure professionali espulse soprattutto dall'industria nonostante le aziende che si occupano di servizi non possano offrire supporto adeguato ai nuovi collaboratori perché si trovano, nella quotidianità, a lottare per promuovere la propria attività e a studiare nuove forme di attività in un ottica di miglioramento.
Per questo un “aiutino” (come spesso sentiamo dire in tv) da parte delle istituzioni, sarebbe senz’altro gradito.

*Coordinatore Servizi & Sviluppo Ascom Padova

24 febbraio 2010

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