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08/02/2018 - Comunicazioni facoltative in precompilata per il Terzo settore: Decreto in G.U.

Comunicazioni facoltative in precompilata per il Terzo settore: Decreto in G.U.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 6 febbraio 2018, n. 30, il Decreto MEF 30 gennaio 2018 relativo alla trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati riguardanti le erogazioni liberali in denaro.
Il Decreto prevede che, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, con riferimento ai dati relativi agli anni d’imposta 2017-2018-2019, in via sperimentale, le Onlus, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le fondazioni e associazioni riconosciute possono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate, in via facoltativa, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, una comunicazione contenente i dati relativi alle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibili.
La comunicazione riguarda le erogazioni eseguite nell’anno precedente da persone fisiche, tramite sistemi di pagam ento tracciabili, e le somme eventualmente rimborsate ai donatori; sono pertanto escluse le donazioni in natura e quelle effettuate da parte di enti e società.
Considerato il carattere sperimentale della comunicazione, il decreto esclude l’applicazione di un regime sanzionatorio in caso di omesso, tardivo o mancato invio.
È applicata, invece, la sanzione qualora l’errore determini un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata.

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Split payment: gli elenchi hanno efficacia costitutiva

Con Nota 7 febbraio 2018, il Dipartimento delle Finanze ha reso noto che, coerentemente con quanto precisato nella Circolare n. 27/2017 dell’Agenzia delle Entrate, gli elenchi dei soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti hanno efficacia costitutiva.
Pertanto, al fine di tutelare il legittimo affidamento dei soggetti interessati, la disciplina dello split payment ha effetto dalla data di effettiva inclusione del soggetto nell’elenco e della pubblicazione dell’elenco sul sito del Dipartimento delle Finanze.
A tal fine, la consultazione delle posizioni dei contribuenti è stata agevolata con l’inserimento di una colonna in cui viene riportata la data di inclusione negli elenchi dei contribuenti soggetti al meccanismo della scissione dei pagamenti.

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Il datore che non adempie al ripristino del rapporto retribuisce il lavoratore anche senza prestazione

Con la Sentenza n. 2990 del 7 febbraio 2018 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che, in tema di appalto fittizio di manodopera, il rifiuto illegittimo del datore di ricevere i servigi del prestatore, offerti in modo tempestivo, lo obbliga a corrispondere le retribuzioni, perché l’interessato non può subire ulteriori conseguenze dannose dalla condotta omissiva della società.
L’obbligo per il datore di versare le spettanze a carico del committente scatta a partire dalla messa in mora.
Nella pronuncia si legge che "in tema di interposizione di manodopera, ove ne venga accertata l’illegittimità e dichiarata l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’omesso ripristino del rapporto di lavoro ad opera del committente determina l’obbligo di quest’ultimo di corrispondere le retribuzioni, salvo gli effetti dell’art. 3 bis del D .Lgs 276/03, a decorrere dalla messa in mora".

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