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Niente comunicazione operazioni IVA over 3.000 euro per le amministrazioni pubbliche

L'Agenzia delle Entrate, con Provvedimento 21 giugno 2011, ha predisposto delle "Disposizioni integrative e correttive del provvedimento 22 dicembre 2010, prot. 2010/184182" in erente la comunicazione delle operazioni IVA di importo non inferiore a 3.000 euro.

Nel Provvedimento, oltre a sostituire le specifiche tecniche approvate precedentemente, si specifica che lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico, vista la loro peculiare tenuta della contabilità, sono esclusi dalla comunicazione in oggetto.

 

 

I chiarimenti delle Entrate in materia di accertamento sintetico e redditometro

Tra i chiarimenti forniti con Circolare 21 giugno 2011, n. 28, in materia di accertamento sintetico e redditometro, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che:

in caso di acquisto di un bene di natura patrimoniale tramite finanziamento, ai fini dell'accertamento sintetico delle "spese sostenute nel periodo d'imposta" rileveranno soltanto le quote o i canoni pagati, e non l'intero val ore dei beni;

in materia di prova contraria che il contribuente deve fornire, si deve fare riferimento al "reale reddito finanziario disponibile", e non il reddito fiscalmente dichiarato ai fini fiscali, che può contenere elementi parzialmente diverge nti (ad es. rateizzazione di una plusvalenza patrimoniale ai soli fini fiscali);

nel concetto di "spese di qualsiasi genere" indicato nell'art. 38, D.P.R. n. 600/1973, che rilevano nella determinazione sintetica del reddito rientrano anche quelle che nella versione previgente di redditometro erano annoverabili tra le spe se per incrementi patrimoniali. In base a tale definizione, esse devono essere considerate secondo uno stretto principio di cassa.

 

 

Soci di società inesistente obbligati in solido: Cassazione

Con Sentenza 10 giugno 2011, n. 12763, la Corte di Cassazione ha stabilito che qualora la società di fatto risulti inesistente, il Fisco potrà rivalersi su qualunque socio p resunto sia per l'Irpef che per l'Irap, per il reddito prodotto dall'attività economica ascritta alla società di fatto.

Al contrario, in ipotesi di accertata esistenza della società, i soci saranno obbligati proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ai fini dell'Irpef, mentre la società sarà soggetta ad Irap.

 

 

Fine del rapporto fiduciario: legittimo il licenziamento per giusta causa

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 13575 del 21 giugno 2011, ha sancito la legittimità di un licenziamento per giusta causa motivato dall'azienda dalla rottura del rapp orto fiduciario tra il dipendente e l'azienda stessa, a seguito delle frasi ingiuriose del collaboratore verso i suoi superiori.

Nel dettaglio, la Suprema Corte ha stabilito che le critiche rivolte dal dipendente ai dirigenti, volte a screditarne l'onestà intellettuale e risultanti anche offensive, possono costituire giusta causa per un licenziamento per la sopraggiunta frattura de l rapporto fiduciario tra l'azienda e il dipendente stesso, anche qualora queste offese non costituiscano reato di diffamazione.

 

 

Infortuni ante riforma D.Lgs. n. 38/2000: sono esclusi i danni biologici e morali

I danni biologici e morali dovuti in seguito ad incidenti stradali non rientrano nella copertura assicurativa delle vicende anteriori al D.Lgs. n. 38/2000. È quanto afferma la Corte di Cassa zione con la Sentenza n. 13681 del 22 giugno 2011.

Prima dell'emanazione del D.Lgs. n. 38/2000, vigevano gli artt. 10 e 11 del Dpr n. 1124/65, che limitavano il risarcimento al danno patrimoniale collegato alla riduzione della capacità lavorativa e, in assenza di specifiche indicazioni delle parti, esclud evano i danni biologici e morali.

Dal momento che dall'interpretazione del contratto non risultava alcuna presa di posizione a questo proposito, la Corte ha confermato l'esclusione dalla copertura assicurativa del danno non patrimoniale.

 

 

Ritenute sui fondi previdenziali integrativi: Cassazione

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 13642 del 22 giugno 2011, si è pronunciata in tema di fondi previdenziali integrativi statuendo che sulla liquidazione del rendimento maturato prima del 2000 la ritenuta è del 12,50%, mentre gli importi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2001 sono soggetti alla tassazione separata ordinaria.

Nello specifico, la Suprema Corte ha sottolineato che "le prestazioni erogate in forma capitale ad un soggetto che risulti iscritto, in epoca antecedente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 124 del 1993, ad un Fondo di previdenza complementare aziendal e a capitalizzazione di versamenti e a causa previdenziale prevalente, sono soggette al seguente trattamento tributario: a) per gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, la prestazione è assoggettata al regime di tassazione separata (.), solo per qua nto riguarda la sorte capitale corrispondente all'attribuzione patrimoniale conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre alle somme provenienti dalla liquidazione del c.d. rendimento si applica la ritenuta del 12,50% (.); b) per gli importi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2001 si applica interamente il regime di tassazione separata (..)."