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4/01/2013 - Decreto sul redditometro prossimo alla pubblicazione

Decreto sul redditometro prossimo alla pubblicazione

Sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi il Decreto del Ministero dell'Economia che stabilisce il contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva sulla base dei quali può essere fondata la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche (c.d. "Redditometro").

Il sopra citato Decreto dispone, tra l'altro, che resta ferma la facoltà dell'Agenzia delle Entrate di utilizzare, oltre al redditometro, anche elementi di capacità contributiva diversi, qualora siano disponibili dati relativi alla spesa sostenuta per l'acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento.

Le disposizioni contenute nel Decreto si applicano alla determinazione sintetica dei redditi relativi agli anni di imposta a decorrere dal 2009.

 

Nuove regole per la fatturazione: Finanziaria 2013

La Legge 24.12.2012, n. 228, c.d. "Finanziaria 2013", apporta modifiche all'art. 21, D.P.R. n. 633/72, in merito alla fatturazione, applicabili alle operazioni effettuate a decorrere dall'1.1.2013.

In particolare:

  • vengono introdotti nuovi elementi obbligatori nella fattura;
  • la fattura va emessa anche per le operazioni carenti della territorialità;
  • viene modificata la definizione di fattura elettronica;
  • la fattura relativa ai servizi generici va emessa entro il 15 del mese successivo a quello di fatturazione dell'operazione.

Inoltre, con l'introduzione del nuovo art. 21-bis è prevista l'emissione della fattura semplificata, limitata alle operazioni di importo complessivo non superiore a 100 euro e alle note di variazione.

 

Riduzione contributiva in edilizia per il 2012: pubblicato in Gazzetta il Decreto

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2013, il Decreto 30 ottobre 2012 con il quale il Ministero del Lavoro conferma, per l'anno 2012, la riduzione contributiva in edilizia nella misura dell'11,50%.

 

Cassetto previdenziale aziende agricole

L'INPS, con il Messaggio n. 21267 del 27 dicembre 2012, rende noto che è disponibile sul sito internet dell'Istituto (Menù "Servizi On-line", sezione "Aziende, consulenti e professionisti") la nuova applicazione "Cassetto Previdenziale Aziende Agricole".

Accedendo all'applicazione, l'azienda e/o l'intermediario possono:

  • visualizzare i dati sintetici relativi rispettivamente alla propria azienda e/o all'azienda che rappresentano;
  • visionare le denunce aziendali presentate nel corso degli anni, le dichiarazioni di manodopera (DMAG) degli ultimi cinque anni e i pagamenti effettuati con F24.

 

Revoca del licenziamento non accettata: il datore paga comunque i danni e l'indennità risarcitoria

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha stabilito che, anche qualora il datore revochi il provvedimento di licenziamento illegittimo perché contrario alla procedura disciplinare prevista dalla Legge n. 300/70, se il lavoratore non accetta la revoca del provvedimento ha comunque diritto al risarcimento del danno fino all'effettivo pagamento dell'indennità risarcitoria.

La Suprema Corte, con la Sentenza n. 41 del 3 gennaio 2013, ha precisato che il ristoro non può limitarsi al momento in cui il lavoratore esercita l'opzione tra reintegra e risarcimento, ma deve coprire anche tutto il periodo che intercorre tra la scelta operata dal lavoratore e la data dell'effettivo pagamento dell'indennità risarcitoria. Pertanto, anche nel caso in cui il datore revochi il licenziamento, se il lavoratore non accetta tale revoca e propende per l'indennità sostitutiva in luogo della reintegra, questi ha diritto al risarcimento del danno per tutto il periodo intercorrente tra la cessazione del rapporto e il pagamento dell'indennità.

 

Licenziamento del dipendente che richiede di essere sentito a difesa e non si presenta all'audizione

In materia di licenziamento disciplinare, la Corte di Cassazione ha statuito la legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che, dopo aver avanzato richiesta di essere sentito per difendersi dalle accuse mosse dal datore di lavoro, non si presenta all'incontro fissato per l'audizione, adducendo motivi generici.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 21026/2012, ha chiarito che l'esercizio del diritto di difesa del lavoratore è pienamente garantito ed il datore non è obbligato a rinviare il giorno dell'audizione, laddove il differimento richiesto dal dipendente abbia fini palesemente dilatori.