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05/04/2013 - Parere favorevole ai correttivi anticrisi: Comunicato

Parere favorevole ai correttivi anticrisi: Comunicato

Con Comunicato Stampa 4 aprile 2013, l'Agenzia delle Entrate ha informato che la Commissione degli esperti ha espresso all'unanimità parere favorevole all'introduzione dei correttivi anticrisi agli studi di settore applicabili al periodo d'imposta 2012. Il decreto ministeriale che recepirà le rettifiche congiunturali dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

La valutazione positiva dell'introduzione di specifici correttivi di adeguamento degli studi deriva da un monitoraggio a livello nazionale sull'impatto della crisi economica nel corso del 2012 sulla base di informazioni fornite da varie associazioni di categoria nonché sulle comunicazioni e dichiarazioni IVA relative al periodo d'imposta 2012.

I correttivi si dividono in 4 categorie:

  • analisi di normalità economica, ovvero in relazione alla durata delle scorte nel caso di ricavi in diminuzione;
  • correttivi specifici per la crisi, a fronte dell'incremento dei prezzi del carburante;
  • correttivi congiunturali di settore, in considerazione della riduzione della redditività;
  • correttivi congiunturali individuali, volti a cogliere la ritardata percezione dei compensi e la contrazione dei costi variabili.

Codici tributo per le comunicazioni di irregolarità: Risoluzione Agenzia delle Entrate

Con Risoluzione 29 marzo 2013, n. 21, l'Agenzia delle Entrate ha istituito nuovi codici tributo per il versamento, mediante modello F24, di somme dovute a partire dall'anno 2011 a titolo di addizionale comunale all'IRPEF a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell'art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973.

In particolare, i nuovi codici tributi sono i seguenti:

  • "910B" denominato "Art. 36-bis, D.P.R. n. 600/73 - addizionale comunale all'Irpef - IMPOSTA";
  • "911B" denominato "Art. 36-bis, D.P.R. n. 600/73 - addizionale comunale all'Irpef - INTERESSI";
  • "912B" denominato "Art. 36-bis, D.P.R. n. 600/73 - addizionale comunale all'Irpef - SANZIONE".

Si ricorda, infine, che i sopracitati codici sono utilizzati nel caso in cui il contribuente intenda versare solo una quota dell'importo complessivamente richiesto.

Escluse dalla base di computo del TFR le somme accantonate a previdenza complementare

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 8228 del 4 aprile 2013, ha chiarito che nella base di calcolo del TFR e dell'indennità di anzianità non vanno computati i contributi versati dal datore di lavoro a fondi di previdenza complementare: detti versamenti, infatti, hanno natura previdenziale e non carattere retributivo.

Tali contributi, infatti, in base alla Legge n. 166/1991 (di conversione del DL n. 103/1991) hanno chiara natura previdenziale e non sono soggetti a contribuzione INPS, ma ad un contributo di solidarietà. Inoltre, tali contributi non concorrono a formare il reddito del dipendente e, afferma la Suprema Corte, non sono i contributi alla previdenza complementare a dover essere inclusi nel TFR ma, viceversa, è il TFR che solitamente alimenta la contribuzione ai fondi pensione integrativi.

Hanno diritto all'ASpI i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera

L'INPS, nella Circolare n. 50 del 4 aprile 2013, fornisce chiarimenti in merito al diritto dei lavoratori frontalieri italiani che risiedono in Italia e che lavorano in Svizzera di percepire l'indennità ASpI e mini-ASpI.

L'Istituto ricorda che sono completamente applicabili alla Svizzera i regolamenti comunitari di sicurezza sociale; pertanto il diritto, la misura e la durata della prestazione saranno determinati, come per i disoccupati in Italia:

  • per i diritti maturati con decorrenza fino al 31 dicembre 2012, secondo le norme che disciplinano l'indennità di disoccupazione ordinaria;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2013 secondo le disposizioni, previste per l'indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI.

Le relative domande vanno presentate esclusivamente in via telematica.

Risarcimento in caso di reintegra in un diverso stabilimento: niente superminimo arretrato

In materia di licenziamento illegittimo, la Corte di Cassazione ha statuito che al lavoratore reintegrato in una diversa sede di servizio, a causa della soppressione dell'unità lavorativa originaria, va riconosciuto il risarcimento dei danni, ma non spettano le voci retributive (superminimo individuale e assegno ad personam) considerate un surplus della retribuzione, se non dalla data di stipula dell'accordo aziendale.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 8124 del 3 aprile 2013, ha precisato che il suddetto accordo rappresenta uno jus variandi, stabilito dal datore di lavoro, che produce i propri effetti nei confronti del lavoratore solo dal momento dell'effettiva assegnazione nello stabilimento. Pertanto, il dipendente ha diritto al risarcimento del danno maggiorato delle nuove voci retributive solo dal momento della sua reintegra nel nuovo posto di lavoro, senza poter vantare alcuna pretesa per i mesi precedenti.

Sgravio dei premi 2012: in Gazzetta il decreto

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 2013 il Decreto ministeriale 27 dicembre 2012, in merito alla Determinazione, per l'anno 2012, della misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall'art. 1, commi 67 e 68, della Legge 24 dicembre 2007, n. 247.

In particolare, il tetto massimo di imponibile anno 2012 del dipendente oggetto di sgravio viene stabilito nel 2,25%, mentre in merito alle aziende che abbiano già sottoscritto accordi non ancora depositati, tale atto dovrà avvenire entro il 30° giorno dall'entrata in vigore del provvedimento.

Per la concreta applicazione dello sgravio è necessario ora attendere le istruzioni da parte dell'INPS, che in ogni caso dovrà concedere comunque 60 giorni di tempo per l'invio delle domande.