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13/03/2017 - Sanzione omessa comunicazione proroga/risoluzione contratto in cedolare secca: codice tributo

Sanzione omessa comunicazione proroga/risoluzione contratto in cedolare secca: codice tributo

Con Risoluzione 10 marzo 2017, n. 30, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite il modello "F24 Versamenti con elementi identificativi", della sanzione di cui al comma 3, art. 3, D.Lgs. n. 23/2011 e successive modificazioni.
In particolare, tale istituzione si riferisce alla sanzione che viene applicata al contribuente qualora non abbia comunicato, nel termine stabilito dalla legge, la proroga o la risoluzione del contratto di locazione per il quale, in sede di registrazione, aveva optato per il regime della cedolare secca.
Il nuovo codice è "1511" denominato "locazione e affitto di beni immobili - Sanzione per mancata comunicazione di proroga o risoluzione del contratto soggetto a cedolare secca".



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Revoca parziale del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi: Risoluzione

Con Risoluzione 10 marzo 2017, n. 29, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle cause di revoca del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi come previsto dall’art. 18, D.L. n. 91/2014.
In particolare, l’Agenzia, in risposta ad un interpello, ha precisato che la vendita di un carello effettuata:

  • senza la cessione della relativa attrezzatura magnetica;
  • entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato fatto l’investimento agevolato;
  • lavoro non stagionale potranno essere trasmesse soltanto dalle ore 9 del settimo giorno successivo alla data di pubblicazione del DPCM 13.02.2017 sulla Gazzetta Ufficiale e fino al 31.12.2017;
  • lavoro stagionale potranno essere trasmesse soltanto dalle ore 9.00 del quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del DPCM 13.02.2017 sulla Gazzetta Ufficiale e fino al 31.12. 2017.


comporta la revoca della sola quota di credito d’imposta relativa al carrello. Infatti, essendo l’attrezzatura magnetica dotata di propria funzionalità rispetto al carrello ceduto deve essere considerata un bene indipendente da quest’ultimo.

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Inidoneità alla mansione: il referto medico non è sufficiente

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 6291 pubblicata il 10 marzo 2017 ha sancito che, per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore per inidoneità fisica alla mansione, non è sufficiente il certificato del medico aziendale, perché nei fatti il lavoratore aveva manifestato solo un episodio di vertigini.
I giudici del Palazzaccio hanno ritenuto non sufficiente il certificato medico prodotto dall’azienda come unica prova del licenziamento, ritenendo che un solo caso di vertigini non giustificasse il licenziamento per giustificato motivo oggettivo. L’azienda dunque non ha assolto all’onere della prova perché non ha dimostrato che il lavoratore fosse realmente affetto da una sindrome vertiginosa tale da comportare la sopravvenuta inidoneità alla mansione, e pertanto è condannata alla reintegra del lavoratore.


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Ai superstiti spetta una rendita INAIL al netto del danno biologico

Con la Sentenza n. 6306 pubblicata il 10 marzo 2017 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla quantificazione della rendita INAIL spettante ai superstiti del defunto che, a suo tempo, aveva percepito un importo a titolo di danno biologico.
Nel caso di specie la Suprema Corte ha stabilito che l’importo di rendita INAIL spettante ai superstiti debba essere calcolata al netto del danno biologico a suo tempo percepito dal de cuius.


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Flussi d’ingresso 2017: termini di presentazione delle istanze

È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il DPCM 13 febbraio 2017 contenente la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale e non stagionale nel territorio dello Stato per l’anno 2017.
A riguardo, il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Interno, con la Circolare attuativa n. 902 dell’8 marzo 2017, hanno fornito chiarimenti sui termini e sulle modalità di presentazione delle istanze.
In particolare, le domande per:




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Disoccupazione a requisiti ridotti per gli agricoli confermata per il 2012

Secondo la Corte Costituzionale è da ritenersi infondata la questione di legittimità in merito alle disposizioni della Riforma Fornero che, con decorrenza 1° gennaio 2013, hanno abrogato l’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti e non hanno inserito i lavoratori agricoli tra i beneficiari della Mini-ASpI, in quanto sono state preservate le peculiarità del lavoro agricolo e non si è determinata l’eliminazione retroattiva di una prestazione previdenziale acquisita.
Con la Sentenza n. 53 del 10 marzo 2017 viene precisato che la norma censurata va interpretata nel senso che la disciplina previgente cessa di operare per la disoccupazione relativa al 2013 e, pertanto, trova applicazione per quella concernente il 2012, essendo la liquidazione ininfluente ai fini dell’insorgenza del diritto.


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