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31/03/2017 - Chiarimenti relativi al super ammortamento e all’iper ammortamento: Circolare

Chiarimenti relativi al super ammortamento e all’iper ammortamento: Circolare

Con Circolare 30 marzo 2017, n. 4, l’Agenzia delle Entrate e il MISE hanno fornito chiarimenti in merito alla proroga del super ammortamento (art. 1, commi 8, 12 e 13, Legge di Bilancio 2017) nonché all’introduzione dell’iper ammortamento (art. 1, commi da 9 a 12, Legge di Bilancio 2017).
In particolare, gli aspetti trattati nella Circolare in esame sono i seguenti:

  •   Piano nazionale Industria 4.0;
  •   proroga del c.d. "super ammortamento" (soggetti interessati, investimenti, ambito temporale, modalità di fruizione;
  •   rafforzamento della maggiorazione (c.d. "iper ammortamento", maggiorazione del 40% per i beni immateriali, interconnessione, modalità di fruizione);
  •   determinazione degli acconti per i periodi d’imposta 2017 e 2018;
  •   linee guida tecniche di cui all’art. 1, commi da 9 a 11, Legge di bilancio 2017:

  •   beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;

  •   sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;

  •   dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica "4.0";

  •   benefici immateriali oggetto della misura del super ammortamento.


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    • la cessione del credito IVA, chiesto a rimborso attraverso la dichiarazione dei redditi, e notificato all’Amministrazione finanziaria, è opponibile nei confronti del fisco;
    • la rinuncia alla cessione del credito, da parte del cessionario, è ammissibile, in quanto non concretizza una seconda cessione del credito. Si tratta infatti, non di una rinuncia, bensì di una "comunicazione all’Amministrazione finanziaria dell’intervenuta risoluzione del contratto di cessione del credito, a seguito dell’adempimento, da parte del cedente, del debito garantito". Di conseguenza, il rimborso del credito dev’essere effettuato sul conto del cedente, il quale ritorna ad essere automaticamente il titolare originario del credito in virtù dell’adempimento del debito garantito.


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Cessione credito IVA a scopo di garanzia: Risoluzione

Con Risoluzione 28 marzo 2017, n. 39, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito agli effetti, nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, del contratto di cessione del credito IVA a scopo di garanzia.
In particolare, l’Agenzia ha precisato che:


Voucher baby sitting: le modalità di erogazione non verranno cambiate

Con un Comunicato stampa del 30 marzo 2017, l’INPS comunica che, a seguito di apposita richiesta al Ministero del Lavoro, continuerà ad emettere voucher baby sitting, spettanti alle lavoratrici madri in alternativa al congedo parentale.
L’Istituto, ponendo così fine alle perplessità sorte dopo l’abrogazione del lavoro accessorio operata dal DL n. 25/2017, comunica di aver già modificato le procedure informatiche interessate al fine di erogare i soli voucher baby sitting.


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Conversione a tempo indeterminato a 2 anni dalla scadenza del termine

Secondo la Corte di Cassazione il lavoratore può rivolgersi al giudice ed ottenere la conversione a tempo indeterminato anche a 2 anni dalla scadenza del termine apposto al contratto, dal momento che la mera inerzia dell’interessato fra la scadenza del termine e l’iniziativa giudiziaria non è di per sé sufficiente a far ritenere una risoluzione del rapporto per mutuo consenso. Non rileva, altresì, un’eventuale confessione del lavoratore agli ispettori circa la natura autonoma del rapporto lavorativo.
Con la Sentenza n. 8145 del 29 marzo 2017 la Suprema Corte precisa che, ai fini della risoluzione del rapporto per tacito mutuo consenso è necessario che sia accertata una chiara e certa volontà comune delle parti di porre fine ad ogni rapporto e spetta al datore l’onere della prova riguardo le circostanze da cui ricavare tale volontà.


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Annullabile la mobilità per un dipendente se poi l’azienda assume un altro per la stessa mansione

Con la Sentenza n. 8260 del 30 marzo 2017 la Corte di Cassazione interviene in merito all’annullabilità di una procedura di mobilità per un lavoratore, nel caso in cui il datore assuma poi altro personale per la stessa mansione.
In particolare la Suprema Corte ha stabilito che il verbale di conciliazione, firmato dal lavoratore nell’ambito di una procedura di mobilità, sia annullabile qualora la motivazione addotta per la mobilità sia l’esubero di dipendenti e successivamente l’impresa provveda ad assumere nuovo personale nella stessa mansione del lavoratore licenziato.


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