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06/04/2017 - Fissato il tasso d’interesse per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo: Provvedimento

Fissato il tasso d’interesse per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo: Provvedimento

Con Provvedimento 4 aprile 2017, l’Agenzia delle Entrate ha determinato la misura degli interessi di mora che il contribuente deve pagare nel caso di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, ai sensi dell’art. 30, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.
In particolare, l’Agenzia ha fissato il tasso d’interesse, per il 2017, nella misura del 3,50% con decorrenza dal 15 maggio 2017.

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Distributori automatici esclusi dall’obbligo di memorizzazione ed invio dei corrispettivi: Risoluzione

Con Risoluzione 5 aprile 2017, n. 44, l’Agenzia delle Entrate, a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione del Provvedimento 30 marzo 2017 con cui ha delineato gli adempimenti da espletare in caso di utilizzo di distributori automatici (vedi SeacInfo 4 aprile 2017), ha fornito chiarimenti in merito ai casi di esclusione dall’obbligo di memorizzazione e di invio telematico dei corrispettivi (D.Lgs. n. 127/2015).
Come specificato dall’Agenzia delle Entrate l’obbligo di memorizzazione /trasmissione dei corrispettivi non interessa:

  • le fattispecie per le quali non si è in presenza di un distributore elettronico senza porta di comunicazione;
  • gli apparecchi che non erogano direttamente o indirettamente beni/servizi, ma fungono da mero strumento di pagamento e forniscono solo l’attestazione / quantificazione di un bene/servizio reso in altro modo o tempo (ad esempio, peda ggi autostradali);
  • i distributori di biglietti di trasporto e di sosta;
  • le operazioni assoggettate al regime IVA c.d. "monofase" di cui all’art. 74, D.P.R. n. 633/72 (tabacchi, ricariche telefoniche e biglietti lotterie).

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  • l’obbligo contributivo decorre dal 1° gennaio 2014;
  • il versamento dei contributi dovuti dal mese di gennaio 2014 al mese di gennaio 2017 deve essere effettuato entro il 16 aprile 2017.

Non licenziato il dipendente per l’alterco col collega

In tema di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che, per difendersi dall’aggressione subita da un collega, passa alle vie di fatto, colpendolo e provocandone lesioni personali.
La Suprema Corte, con la Sentenza n. 8710 del 4 aprile 2017, ha chiarito che la sanzione espulsiva non risulta proporzionata, dal momento che il datore di lavoro non ha fornito la prova sull’autore del litigio, ritenendo erroneamente il lavoratore responsabile dell’iniziativa del passaggio alle vie di fatto.

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Licenziamento legittimo se il dipendente comunica con ritardo il sequestro del PC aziendale

Con la Sentenza n. 8818 pubblicata il 5 aprile 2017 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla legittimità del licenziamento di un dipendente che non aveva comunicato tempestivamente il sequestro del pc aziendale in sua dotazione, sequestro effettuato da parte della pubblica autorità.
In particolare la Suprema Corte ha ritenuto legittima, per lesione del rapporto di fiducia, la giusta causa di licenziamento del dipendente che non aveva comunicato tempestivamente al proprio datore che il PC aziendale, messo a disposizione del lavoratore, era stato sequestrato dalla polizia nell’ambito di indagini per reati pedopornografici.

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Fondo di solidarietà per il personale addetto al servizio della riscossione dei tributi erariali: versamento della contribuzione arretrata

L’INPS, con il Messaggio n. 1518 del 5 aprile 2017, interviene in merito al Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale addetto al servizio della riscossione dei tributi erariali.
L’INPS ricorda, innanzitutto, che:


A riguardo, facendo seguito alla Circolare n. 6/2017, l’Istituto precisa che le aziende possono esporre il codice di recupero delle competenze arretrate "M323" nelle denunce aventi competenza gennaio, febbraio e marzo 2017.

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Licenziamento: legittimo se il comportamento costituisce giusta causa oltre ad essere previsto dal CCNL

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che lo stesso deve considerarsi legittimo in tutti i casi in cui il comportamento tenuto dal prestatore integra i requisiti normativi della giusta causa, oltre ad essere previsto dal CCNL come punibile con la sanzione espulsiva.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 8826 del 5 aprile 2017, ha precisato che ai fini della legittima operatività del licenziamento per giusta causa, il giudice, oltre a verificare la sussistenza del fatto come sanzionabile dal CCNL, verifica che lo stesso risulti tra i comportamenti punibili con il provvedimento espulsivo secondo il dettato normativo di legge.

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